Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.” Confucio


è l’unico progetto al mondo che permette di piantare un albero nel tuo territorio e FARE FORESTA nel territorio dove sei nato, o dove vivi, insieme a bambini grandi e cresciuti.

Dall’unione di più associazioni avvenuta nel 2014 a Montespertoli, sono stati piantati più di 500 alberi nel comune di Montespertoli e in Italia. Tutto ha già avuto inizio.
Gli alberi vengono piantati direttamente dai locali e contribuiscono a produrre benefici ambientali immensi e a migliorare la qualità del nostro territorio.

FAREMO FORESTA è un progetto nuovo, parte oggi per creare una rete di uomini e donne che desiderano piantare alberi e creare un network sociale e vivo fatto di radici umane e imprese locali che si contraddistinguono per favorire la cura ambientale e sociale.

Ogni albero del progetto FAREMO FORESTA porterà un nome e verrà piantato in una zona che potrai visitare e attraversare a piedi. Potrai prenderti cura del tuo albero e aiutarci a creare un bosco di biodiversità naturale.

Grazie a questa cura, l’albero coinvolge le persone ed è al tempo stesso uno strumento di comunicazione e un gesto di gentilezza potente per chiunque desideri unirsi alla cura del proprio ambiente.

FAREMO FORESTA è un progetto disegnato per la terra, sostenuto dal Comune e dagli enti locali, dalle persone del territorio Toscano e non solo e chi desidera compiere un gesto di gentilezza verso il pianeta:

piantare il maggior numero di alberi nelle zone dimenticate ,nei campi incolti, nei luoghi abbandonati per promuovere una rigenerazione urbana e territoriale.

In un tempo in cui i maggiori ecosistemi boschivi del mondo sono in fiamme la chiamata all’azione è forte ed è una scelta inevitabile che invita tutti noi a ” fare qualcosa” anche se si tratta di una piccola azione. Crediamo che, seminare mondo di piccole ma continue azioni possa far nascere nuovi ecosistemi.

Questo progetto nasce per seminare e fare foresta.

…or something like this:

As a new WordPress user, you should go to your dashboard to delete this page and create new pages for your content. Have fun!

MIRABILI ESEMPI ISPIRANTI : ISTITUTO TERRA : riforestazione area del Brasile Fazenda Bulcao, Sebastiano Salgado e sua moglie. 2000- 2013

YACOUBA – L’uomo che ha fermato il deserto

Scelse di fare il contadino negli anni ’70 in piena carestia del Sahel utilizzando una tecnica antica che ha creato foreste e campi dove non c’era nulla. Yocuba Sawadogo ha speso la sua vita a piantare alberi, grazie a lui oggi ci sono foreste dove prima c’era solo un deserto. Alla metà degli anni 70 la regione del Sahel fu colpita da una grave siccità, il deserto avanzava e migliaia di persone morivano di fame o erano costrette a scappare. Fu in quel momento che Yocuba ebbe la “folle” idea di rimanere. Scrisse ” Se vado via anch’io non rimarrà più nulla”

campo coltivato con la tecnica dello zar- questa tecnica consiste nello scavare buche durante la stagione secca per raccogliere l’acqua. Yacouba allargò le fosse e ci mise foglie e letame per attirare le termiti. Questi insetti divennero i suoi principali alleati poichè essi scavano cunicoli nel sottosuolo che trattengono l’umidità e digeriscono il letame rimineralizzando il suolo.

Nelle piccole valli piantò insieme miglio, sorbo, sesamo che creano ombreggiamento e nutrono il suolo con le loro foglie.

Partendo con una pianta finì a creare una foresta di 27 ettari.

La tecnica dello Zar è studiata in tutto il mondo, molti altri boschi sono nati grazie allo zar. Ma non mancano i nemici da combattere,i politici senza scrupoli, i costruttori di villette in quella terra tornata viva. Una parte di foresta è stata putroppo oggi espropriata a causa della lotta terriera, alcuni alberi sfalciati per costruire ma senza gli alberi ” il deserto prenderà possesso di queste terre”. Il vecchio burkinabè ha ingaggiato una battaglia legale e nel frattempo

” dove loro tagliano io torno a piantare”  

I suoi 17 figli e 40 nipoti lottano insieme a lui.

“Tu sarai le mie braccia e io i tuoi occhi” – l’incredibile storia di due amici

Un corto unico racconta la storia di due amici Jia Wenqui e Jia Haixia disabili, piantano 10 mila alberi in una regione desolata della Cina. Jilia W.cresciuto senza braccia, Jia H. nato cieco. 

Decidono di dedicare la loro vita ad un solo obbiettivo : piantare alberi

” piantare alberi salverà il mondo” 

” Ci siamo chiesti ” Cosa faremo? Non possiamo starcene qui seduti inutili alla società. Non avevamo molte opzioni ma essere vivi significa avere uno scopo, anche se siamo fisicamente limitati, il nostro spirito è illimitato.Allora lasciamo che le generazioni dopo di noi vedano cosa hanno realizzato due individui disabili, anche dopo che ce ne saremo andati vedranno che un uomo cieco e uno senza braccia hanno lasciato loro una foresta “

Una storia che apre alla fiducia e al coraggio, una storia che insegna a vivere.



FOREST MAN : un ragazzo solo, aveva 14 anni

Nel 1979 un ragazzo di nome Jadav Payeng iniziò a piantare semi di bambù in un arido lembo di sabbia. Oggi è una foresta di 550 ettari popolata da specie di ogni genere.

Jadav Payeng, dett Molai, aveva solo 14 anni nel 1979 quando dopo una grave alluvione scoprì su un terreno privo di vegetazione a Jorhat, città dell’India nel distretto di Assam, numerosi serpenti trascinati dalla piena. Dopo pochi giorni i serpenti morirono per l’assenza di alberi, gli unici in grado si fornire loro una protezione dal caldo.

Da quel momento scosso dall’episodio, chiese aiuto al dipartimento per le Foreste indiano ma la risposta fu che ” quella sabbia è troppo arida e che al massimo si poteva piantare solo bambù”. Così allora da adolescente decise di fare tutto da solo. Molai abbandonò la scuola e la casa dove viveva per trasferirsi su quel lembo di sabbia. Iniziò a piantare semi di bambù. Poi passò ad altre varietà di piante e alberi man mano che il terreno diventava più fertile. Ben presto su quel lembo di terra dimenticato iniziarono a formarsi un vero e proprio habitat nel quale decisero di andare a vivere alcune specie in via d’estinzione incluse cinque tigri.

Il dipartimento indiano venne a conoscenza della nuova oasi solo nel 2008 quando un branco di elefanti trovò rifugio in questa giovane foresta. In soli 30 anni Molai trasformò questa sabbia in una vera e propria foresta di 550 ettari, una foresta più grande del Central Park di New York. La foresta di Molai 

La sua storia ispirò il regista Willhiam D. Master a girare un documentario The Forest Man.